Fidanzati che alla domanda “saldi?” portano fuori la mascherina.

saldi

– “Tore, 7 Gennaio, saldi???????”

– “Ammore, giallo sai che anche quello mi hanno imparato in fabbrica, prima che mi mettevano in cassintegrazione brutti burdi. Cosa ti devo saldare che prendo lo stagno?”

– “Tore, ma cosa hai capito? Ihih. Saldi nel senso scontiii”

– “Cosa ti sconto amore che non ti faccio mai pagare niente, tranne che in natura e il mio conto al bar. Portami una birra e la cosa che devi saldare, tocca..”

Salda Tore. A inegozi

Riflessione sugli individui che si fanno fotografare nelle vetrine dei negozi.

vetrine

Avete mai sperato nell’Apocalisse dopo aver visto queste figure che si fanno immortalare dinanzi a delle vetrine? Vi é venuto l’istinto di prenderle a calci nel culo, così forte da farli finire dentro, quelle vetrine? Sentiamo il nostro inviato: Giannello Grattaballa.

“Stavo girando per Roma, vicino a piazza di Spanna (o come si chiama) e, sarò sincero, il giorno avevo un fastidiosissimo prurito allo scroto che mi veniva istintivo grattugiare. Ed ero talmente preso da tutto ciò che non mi sono reso conto, in un primo momento.
Mi trovavo dinnanzi ai negozi dove, per comprare l’oggetto meno caro, ti devi vendere un polmone o tua mamma. C’erano borselli che costavano 10 anni di stipendi miei, del mio pusher, più la pensione della mamma del mio pusher e il patrimonio del padre della mamma del pusher. Puttana la mannaggia.
Comunque, alzo lo sguardo e comincio a vedere gente come noi (una testa, due gambe, due braccia, due occhi, un naso, una bocca etc) che si faceva SCATTARE delle FOTOGRAFIE davanti alle vetrine di questi negozi.

 

Lo riscrivo, per chi non avesse letto bene: si facevano SCATTARE da altre persone delle FOTOGRAFIE per farsi ritrarre davanti a quelle CAZZO di vetrine. Ed erano pure contenti sapete eh? E’ per quello che avrei voluto che un bel meteorite ci eliminasse tutti e subito.
Avevano dei sorrisi da ebete e si mettevano in pose che li avrei presi a calci nel culo con bel un paio di scarpe anti-infortunistiche da 15 euro (ma avevo appena smontato da lavoro, purtroppo).
Allora ho provato a ragionare su questa cosa, guardandoli e scatarrando per terra (stavo uscendo da una brutta influenza). Ci ho provato e riprovato, ma niente. Lo facevano per vantarsi? Avevano altri motivi particolari? Traumi infantili? Problemi in famiglia? Il culo sfondato?
Non riuscii mai a capire.
Io con le mie scarpe pagate 20 eurom probabilmente, non possedevo gli trumenti per capire.
A dire il vero indossavo anche un paio di mutande Uomo, pagate 3 diecimilalire, con un buco gigante all’altezza dello scroto. E non é che mi dessero fastidio, anzi. Quasi quasi mi davan pure sollievo e mi attraversava una sensazione di libertà, dalla testa ai testicoli, liberi di sballonzolare ed io libero di grattarmeli senza destare particolari sospetti.

Fu in quel momento che mi dimenticai di quello a cui stavo pensando e di quello che stavo scrivendo sino a questo momento, che non mi ricordo più, ad esser sincero.

 

Quelli che tra nero/blu e oro/bianco optano sempre e comunque per la figa.

“Caro Facebook, sono Demetrio Spatatrozza da Reggio Calabria.
Vi scrivo per quanto riguarda quel cazzo di vestito oro/blu/nero/verde di merda, figli di puttana che non siete altri.
Volete la verità o una bugia per farvi contenti? E va bene.
Cazzomene del vestito, della borsa e delle scarpe, stronzo ricciolino di merda?
Dove cazz’é finita la gnocca della mia home?
Me ne sbatte la minchia se é blu, merda, fluorescente o piscio di tossicodipendente da marciapiede:
DOVE CAZZO SONO FINITI I CULI E LE TETTE?
Le porgo i miei più cordiali saluti e mi rimetta la FIGA nella home, brutto stronzo.
In Fede.
Demetrio Spatatrozza.
Tormen-toghi. A GianniMorandiLoVedeMarrone persone piace questo elemento.

Andare dalle FESCION BLOGGHERS con un liquidator carico di merda e piscio di cane durante la settimana della moda e sparare come se non ci fosse un “ieri”.

fescion

“Ciao a tutti i miei fans. Prima di fotografarmi sono Patrizia Jetèm, fescion bloggher di Pozzo Madonno in provincia di Balossa, ma mia trisnonna é boliviana di origini franco-ostrogote-cortigiane. Comincio: la camicetta é dell’ateliè di George Sburrati Jr. e il materiale é un misto tra seta e aria di montagna, il jeans é di Barbara Ficarotta Incùl, cucita completamente a pene e le scarpe son dell’ateliè di Renzo Conchini Infiammà e costano quando il debito pubblico della papua nuova guinea. Lo scialle? E’ un Victor Fillebagàs, con questo l’imperatore Marco Austronzo ha conquistato la Stronzavia ” – “OHHHHHHH BAGASSEEEEEE…PSSSSSSSSSSS E BECCATEVI STAMMERDAAAA CON PISCIOOO DI CANEEEEE…. E’ DELLO STILISTA BOBBY PISCIAECCAGA, IL MIO CANE DI RAZZA BASTARDOO AHAHAHAHAHA”.