Fedez: «A 16 anni andavo in giro con un temperalàpis nascosto nello zaino»

temperalàpis

Il pericoloso rapper della Basilicata, cresciuto Nellastrada, piangente cittandina di 14mila abitanti, famosa per i pomodorini ciliegino e per le buche sull’asfalto a forma di buche, racconta la sua difficile adolescenza nel suo libro “Son nato Nellastrada”.
«Ho avuto un’infanzia difficile bro. A 10 anni mia mamma non mi preparava il latte con Nesquik: mi comprava l’imitazione del discount, sapore di lenticchie.
Un giorno mi compratte una tuta per ginnastica dai cin cin, che a me mi sembrava della Champions ma in realtà era “Camping”. Aveva una tenda 4 posti con un indiano fuori, come stemma. Piangevo tantissimo.

Mio padre si scolava tre litri d’acqua al giorno, calcoli renali: due settimane in ospedale, un calvaio che sembrava che non finiva. L’hanno scagionato dall’ospedale dopo che gliel’hanno bombardato, grande come una big babbol quando l’ha pisciato.

All’età di 12 anni la professoressa d’italiano mi aveva preso di mira per via che secondo lei non sapevo l’italiano e i verbi. Se era cosi mi avrebbe piacere che mi vedrebbe adesso, che cosa sono diventato, uno scrivaio. Mi avrebbe piacere regalargli una copia autografata del mio book, sarebbe una soddisfatezza, sincero.

A 15 cominciatti a divenire ribelle: lasciai le costruzioni lego in palestra per terra quando ci cambievamo i vestiti nell’ora di educazione fisica, a 16 uscivo con un temperino a forma di pistola a minacciare i bambini delle scuole medie di temperargli le matite a punta se non mi davano i goleador alla coca cola, a 17 cominciavo a spacciare vinavil, che ce lo mettevamo nelle mani e sembrava come che eravamo i visitors.

Come mi sono scattivizzato?

Chiara mi ha aiutato molto da quando ci abbiamo conosciuti, anche su twitter. Lei mi sgrida quando faccio i rutti bevendo coca cola e mi dice cosa, quando entro al mare senza che sono completamente digerito dalle cosa da pranzare. Mi aiuta molto anche con gli ashtag, non sono molto afferrato, se devo avere sincero. Mi devo apricare sicuramente di piu anche con lo smarfon e i filtri di instagran”.

Vincere la depressione pensando a Fedez che prende le legnate dal vicino.

depressione

Che vita di merda.
Ieri il mio capo mi ha licenziato, nonostante mi faccia il culo 14 ore al giorno come uno schiavo.
Tornando a casa ho bucato, schiacciato una merda, mi ha cagato un piccione in testa e mi son slogato una caviglia.
Arrivo a casa e becco mia moglie, con la quale mi son sposato un mese fa, a letto proprio col mio capo, che tra l’altro é di colore e dicono abbia un didgeridoo dentro le mutande.
Peraltro, di sera, sono andato dal medico per gli esiti di un esame e in pratica mi hanno trovato una malattia rarissima e incurabile. Morirò tra un mese, circa. Mi viene da piangere.
Aspetta! Cazzo, ma davvero hanno spistiddato quel coglione di Fedez?
AHAHAHAHAHA ma quanto cazzo é bella la vita eh? Quanto cazzo é bella??? #ognitantounagioia #larcobalenodopolatempesta #whatawonderfulworld #chebellovivere

Sorrisi e cazzotti.
A nonvapoicosìmale persone piace questo elemento

Fedez: litiga con il suo cervello al Just Tigoddinti e si spacca una bottiglia in testa.

Tutto per colpa di un #SELFIE. È stata una notte da dimenticare per Fedez, il noto cazzofanellavita, protagonista di una rissa con sé stesso. Dopo aver bevuto due litri di vodka&latte, nel rinomato locale JUST TIGODDINTI, il famoso QUALCOSA, ha preso la difficile decisione di fare un SELFIE con sé stesso. Preso in mano il suo iPhone8 Soldideifan ediction,  é stato però stoppato dal suo cervello che gli ha suggerito di non scattare la foto perché visibilmente “con le occhiaie”. Il cantante, in astinenza da social da ben 3 minuti e 40 secondi, ha preso una bottiglia di sciroppo all’amaretto e se l’é spaccata in testa, tra l’incredulità della fogna lì attorno. Fedez, dopo essere stato trasportato d’urgenza dal veterinario, ha poi dichiarato: “Nonostante tutto e nonostante quello che dice la gente io CAMMINO SEMPRE A TESTA ALTA, soprattutto per far vedere il tatuaggio che ho sul collo”.