Studenti che, durante il periodo degli esami, dimenticano le parole “igiene” e “acqua” rischiando la putrefazione.

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“Stai zitto cazzo. Domenica notte son tornato da bidda a Cagliari. Entro a casa e non hai capito cosa ho sentito appena ho aperto la porta. Odore di morto, cadavere, gente ammazzata malissimo. Ho chiamato immediatamente i carramba che non c’avevo il coraggio di entrare. Entro col maresciampo, in camera mia nulla. Entro nella stanza di Ernesto, il mio coinquilino che gli mancano due esami per laurearsi in ingegneria astromincheguàticaghilemutande e cosa vediamo: Ernesto carriato di merda e mosche pudriandosi con la testa china sul libro da 345mila pagine. Manco ci ha sentito arrivare. La coppietta che c’era il piano di giù si è trasferita in Canada dalla puzza. Alla fine ce l’ha fatta a passarlo con un 18. Per festeggiare gli abbiamo bruciato la stanza. Toccada a da bonificai”. Esami di stagno. A dessoémorto persone piace questo elemerda.

Uno studio scientifico dimostra che chi si fa i SELFIE puzza di culo.

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Secondo uno studio svolto in Congo, ci potrebbe essere un vero e proprio legame tra i selfie e l’odore di gente morte nell’orifizio anale. Visto e considerato che la selfite indica mancanza di autostima e lacune in intimità, la culite fragosa (questo é il nome scientifico) prende piedi proprio da queste lacune. Nonostante il 91% dei SELFIE (da qualcuno chiamati anche AUTOSCATTI) venga fatto in bagno, esso provoca una sorta di diffidenza nei confronti del bidet, dell’acqua, del bagnoschiuma e, soprattutto, dell’igiene infima.

Secondo gli studiosi, chi soffre di culite fragosa o ASLS (ASS SMELLS LIKE SHIT) è colpito da un forte bisogno di pubblicare sui social network degli autoscatti di se stesso, ma questa pratica viene messa in atto a causa di una mancanza di igiene.

L’American Psychiatric Association Sgherawè ha anche rilasciato una scaletta utile per valutare il proprio grado di “malattia”: Selfitis Fraghegù borderline chi si scatta almeno 3 fotografie al giorno senza però pubblicarle in rete. Più grave è invece chi le pubblica tutte e 3 mentre i casi disperati sono i selfitis  fraghegù cronici, ovvero chi pubblica più di sei fotografie al giorno sul web.

Attualmente non esistono cure per questo disturbo, ma sembra essere possibile ottenere dei miglioramenti grazie all’acqua.

Odore di bidonville nelle classi delle superiori dopo l’ora di educazione fisica.

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“Minca Pippo, aprine velocemente le fine, immediatapresto. C’è odore di immondezzaio. Jimmy, tu shpruzzane tutta la bomboletta di Axe Africa a Tommy. Si sta biodegradando. Gigi escine l’accendino che gli diamo anche una passata di lanciafiamme, che l’ultima volta che ha visto l’acqua é quando si sono rotte alla mamma.
J’aodor.
A nonfaarimanerci persone piace questo elemento.