Valutare progetti di vita con tipe che giocano a Pinella

pinella

Vuoi tu regina di cuori prendere come tuo legittimo sposo il qui presente Re di spade, per pescare, scartare e imbarcarti, in fortuna e in lecartesonmischiateaccazzodicane, in jolly e pinella e in “cazzo chiudi che ho seimila carte in mano brutta bagassa”, e accettare solamente il mio seme, come quando fuori piove, finché morte non ci separi ?” ♥ ♦ ♣ ♠

Reagire come Enzo Paolo Turchi quando: “E’ meglio se ci prendiamo un periodo di pausa”.

reagire

  • “Hey amore, come mai mi volevi parlare urgentemente? Che é successo? E’ morto Motozappa? Dai che manco abbaiava più quel bastardino ormai. Devi reagire. Senza due zampe e la coda poi. Che hai?”
  • “Niente, ti devo parlare”
  • “E che cosa mi devi dire? Ti ho messa incinta? Dai. Guarda che lo voglio un bambino se arriva eh!”
  • “Ci ho pensato tanto. E forse é meglio se ci prendiamo un periodo di pausa”
  • “Vuoi che ci facciamo un viaggio da qualche parte per staccare? Va bene amore. Quello che vuoi. Dove vuoi andare? Alle terme? Settimana bianca? Andiamo a trovare tua zia rompicoglioni a Bari? Dai spara, faccio tutto”
  • “No, é meglio se ci prendiamo un periodo di pausa io e te”
  • “No aspetta, che cosa vuoi dirmi? Mi vuoi lasciare per caso? Eh? E come faccio io? Eh? No dimmelo se é così eh, non fare scherzi. Dai mi prendi in giro tanto”
  • “Devo riflettere, scusa”
  • “E ti regalo uno specchio allora. Noooooo daiiiii noooooooooooo”

SPOSINI CHIEDONO 5000€ ALLE SLOT E VINCONO SA MINCH’E SU MOBENTI.

4b51f13c47851399a6defb74fd6b911e

“SA MINCH’E SU MOBENTI” ovvero “IL PENE DEL SOMARELLO”. Ecco la cospicua vincita di una coppietta di sposini di Baggianate sul Guarda, in provincia di Ballacoi Lutti, dopo aver speso interamente in macchinette il proprio regalo di nozze richiesto ad amici e parenti.
Nessuna lista nozze , nessuna lavastovincere, nessuno sturalavandimmi, nessun videoregistratope, nessun regalo inaspettato o poco gradito.

Tutti i soldi direttamente al bar di Tommasino Brancamerda, in un conto segnato con una bic su di un taccuino Pigna, da spendere esclusivamente alle macchinette.

La coppia ha deciso di sfidare la sorte ed é riuscita a portarsi a casa, dopo 9 ore di gioco, ben “SA MINCA E SU MOBENTI” in gettoni d’odio.

Bartolomeo e Maria Gianni (due nomi di fantasia per non rivelare l’identità di questi due novelli sposi), dopo aver vinto UN CAZZO DI NIENTE con la macchinetta delle piramidi egizie, son successivamente partiti in viaggio di nozze, a fare la stagione, come lavapiatti in Trentino Altro Argine.

Iniziale senso di onnipotenza durante gli addii al celibato e finale senso di schifo dopo aver scoperto di essersi chiavati distributori automatici.

celibato

INIZIO SERATA:

“RAGA VI AVVISO EH: OGGI CI CHIAVIAMO MODELLE COME SE NON CI FOSSE UN IERI, CAZZO!! Siamo i MIGLIORIIII, SU SU SU, YUUUUU, LA CITTA’ E’ COSA NOSTRA QUESTA SERA, l’addio al celibato che rimarrà NELLA STORIA CAZZOOO!!”
“Bevilo a STELLA Jerry AHAHAHAH!!! Paolino, vedrai che ti faremo rimpiangere la palla al piede AHAHAHAH. YUUUUU vai Paolì YUUUUU”
“cazzo mi sta salendo il caccio AHAHAH. CAMERIERAA, altre 5 tequila sale e limone e 5 chupito che dobbiamo andare a far SCOLARE le ragazze!!”
“AHAHAHA SEI MATTOOOO!!! ANDALE ANDALEEEEE. YUUUUUUU MANDA GIU TUTTOOOOO!” “Dopo il prossimo giro andiamo a beccare FIGA DI QUALITA’…. YUUUUU, CAMERIERA il CONTOOOOO”.


QUALCHE ORA DOPO:


– “Che cos’è questa puzza di merda? Cazzo che mattone?”
– “Jerry si é cagato addosso ed ha cagato in tutta la casa, pavimento, sedie, divani, tutto. L’abbiamo portato in balcone. Se lo stanno mangiando le mosche, meglio così guà”
– “E Mario? Dove cazzo é finito Mario?”
– “Mario l’abbiamo trovato con la testa nel cesso. Stava cacciando il cuore, i polmoni e il duodeno”.
– “E lo sposino? Dove cazzo é Paolino?”
– “Paolino l’abbiamo lasciato ai distributori automatici. Si stava coddando la macchinetta della Coca Cola e non é voluto andare via. Cazzo gli dicevi? Ci voleva picchiare con una spranga”
– “Ma c’è qualcuno che si é chiavato qualcosa che respirasse?”
– “Quasi. C’era Gigetto che si stava tentando un dobermann. Solo che gli ha morso la piricchitta e adesso é ricoverato all’ospedale. Ci credi che son contento di essere rimasto a minca asciutta guà”
– “Minca mia a noi. Altro che una notte da leoni. Una notte da coglioni, gesugristuferlambert”.

Gianfranco e Naoko – Storia di un ragazzo sardo e una ragazza giapponese.

Gianfranco e Naoko – Storia di un ragazzo sardo ed una ragazza giapponese. from Enrico Secci on Vimeo.

 

Questo é forse l’unico contenuto SERIO all’interno del mio blog!
Questo video, che dedico ovviamente a mio cugino Gianfranco e mia, oramai, cugina giapponese acquisita Naoko, vuole raccontare la loro storia personale con l’ausilio delle loro foto.

Il video é stato messo in rete per permettere a tutte le persone sparse per il mondo, che conoscono i protagonisti, di visionarlo: ovunque esse si trovino.

Gianfranco, nato a Villacidro, paesino della Sardegna e Naoko, di Osaka, vivono a Sydney. Sono entrambi dei giramondo.

Un giorno, Naoko, amante del cibo e della pizza italiana, decide di andare a cena nel ristorante nel quale lavora mio cugino, Gianfranco. E’ in quella occasione che si vedono per la prima volta.

E proprio la bontà di quella pizza determinerà gli altri incontri.

Il resto, come nelle più belle storie, avviene di conseguenza e il 23 Novembre del 2014, questo ragazzo sardo e questa ragazza giapponese hanno coronato il loro sogno a Villacidro, paesino di quattordicimila abitanti, in mezzo ai loro parenti ed amici villacidresi, sardi, giapponesi, austriaci e tedeschi.

Io ho avuto l’onore di far da animatore a questo matrimonio e vi assicuro che é stata una bellissima esperienza: il resto lo scrivo nel video che contiene due pezzi scelti da me (Nanneddu Meu e Ko Wa Totsuzen) che fanno da colonna sonora per le foto della loro infanzia e due scelte dagli sposi (Vivo per lei di Bocelli e Giorgia e A sky full of stars dei Coldplay) .

Per concludere, da questa esperienza ho capito una cosa: il mondo é davvero piccolo, molto, molto piccolo.

Buona avventura assieme Gianfranco e Naoko.

Vostro cugino.


00

Portare la propria moglie, assieme all’auto, a fare la revisione

revisione

“Salve, son passati due anni dall’ultima revisione, mi scade ad Ottobre. Allora, pre-revisione non ne voglio fare, male che vada me la ritirate e fate quello che volete: discarica, demolizione, cazzi vostri che non ho soldi da spendere. Vi avviso già che ha le tette scese, il culo arriva alle caviglie, nelle rughe ci nasconde il cibo perché le figlie la rimproverano che é un’orca, non si lava più una volta al giorno ma quando si ricorda, rompe i coglioni, urla quando ci sono partite in tv e quando gli cerco robe ha mal di testa. Non me la faccia passare anche quest’anno eh, la prego” – “Signor Fois, mi spiace. Sua moglie se la deve riprendere. Posso revisionarle solo la Panda”.

10 mariti raccontano il momento in cui hanno pensato: “Minca mia a mei”

CUL

La storia d’amore di ogni coppia prevede una serie di avvenimenti: il primo appuntamento in motocarro, il primo bacio dopo aver mangiato gorgonzola, la prima chiavata nella ritmo di papi, il primo litigio lanciandosi il forno a microonde e, naturalmente, il primo “non mi ricordo cosa dovevo dire”.
Ma qual è il percorso che porta le coppie dall’innamoramento al “sì, lo voglio” al “minca mia a me, checcazzhofatto”?

Lo scorso lunedì, su Machiccazzomelafattofare.it, Juan Antonio Cazzinculin, docente di Gossip dell’Università di Opinionistica, ha chiesto a 10 mariti di raccontare l’esatto momento nel quale hanno percepito che la loro attuale moglie era la donna che avrebbero bestemmiato sino alla fine dell’universo. Leggete questi aneddoti dolcissimi e diteci la vostra nei commenti.

1- Eravamo fatti l’uno per l’altra… o forse lei era fatta per gli altri
“Quando siamo andati a vivere assieme e stavamo togliendo i libri dalle scatole del trasloco, ho notato che dentro il libro “Racconti di tua zia maiala” c’era una foto del venditore di rose pakistano a minca fuori e una dedica con su scritto “sei tu la mia fiora più bello”. Ricordo che lei mi disse: era il periodo di badoo, neanche ti conoscemo a dire il vetro”.

2. Quando è diventata Wanna Marchi con le mestruazioni e il culo in fiamme
“Mio padre si era appena disintossicato dalla benzina, e così andai a trovarlo a casa dei miei, senza avvertire la mia fidanzata.  A un certo punto lei mi chiama e mi dice “OH COGLIONE MA LA CAZZO DELLA TAVOLETTA DEL CESSO LA VUOI ABBASSARE O TI DEVO AMPUTARE LA MINCA PER CAPIRLO?”

3. Quando ho capito che la filomena le odorava di formaggio con i vermi
“La notte nella quale ci siamo conosciuti si é subito presentata senza le mutandine.
Le dissi a malinculo:”scendi dalla macchina o chiudi quelle gambe perché non riesco a resistere dall’odore che sta uscendo da quella gonna, manco con cinque arbremajicche e sei bombolette di axe africa”.
Lei rispose: Sono andata dal ginecologo e mi ha detto che l’odore normale è questo, non quello normale”.

4.L’ho fatta ridere solo quando mi sono amputato la mano con l’accetta
“Quando eravamo con amici e facevo battute fighissime tutti ridevano, tranne lei che mi guardava come se mi volesse ammazzare. L’unica volta che l’ho vista ridere è stata quando sono andato un campagna a pulire l’orto e son tornato senza una mano. Ha pure messo una foto su facebook e creato una pagina dal titolo “FATTO BENE”

5. Quando ho capito che si era messa con me credendo che avessi soldi

“Solo che quando le ho detto che non ero parente di quel petroliere ma mio babbo era un omonimo, ex allevatore e pieno di debiti alle macchinette, mi ha prima detto che i soldi non contano e poi mi ha denunciato per molestia sessuale”

6. Quando andai a cagare e lei sfondò la porta di compensato col mio macbook.
“Ogni volta che entravo a cagare doveva stranamente entrare d’urgenza a depilarsi le ascelle. Una volta mi ha sfondato la porta e mi ha lanciato un secchio di acido in faccia mentre stavo ancora defecando.

7. Quando mise dell’olio di ricino nel piatto di fagioli pancianera di mamma”
“Era il mio compleanno e invitai mamma e papà. A lei, ovviamente, stavano troppo sul cazzo.
Con babbo c’era un rapporto di <<non mi cagare la vagina che io non ti cago il cazzo>>, invece con mamma non si potevano nemmeno guardare. Le mise olio di ricino e perle di Gutalax nel minestrone. Risultato? Mia mamma ricoverata, stava per cagarci il cuore e, in ospedale, le portò pure i crisantemi”.

8. Quando tentò di lanciarmi il ferro da stiro nella vasca da bagno
“Fortunatamente il ferro da stiro era guasto e l’impianto elettrico era fatto a cazzo di cane da un mio amico che non si è manco diplomato alle professionali”.

9. Quando ho capito che non si dava le arie solo per modo di dire ma anche col culo, scorreggiando amianto
“Un giorno, a letto, la vedo muovere le coperte. Da lì, sinceramente, non ricordo più nulla. Mi hanno trovato sotto un ponte, nudo, col volto color verde e mi hanno detto che puzzavo come un uovo marcio'”.

10. Quando mi ha infilato un coltello da macellaio in un occhio
“Stavo guardando Fiorentina Siena, lo ricordo come se fosse domani. Pasqual sulla fascia, effettua un cross e lei si avvicina, mi accoltella in un occhio e mi dice: te l’avevo detto che stasera dovevo guardarmi C’é posta per te? La prossima volta ti taglio la piricchitta”.

Mancavano solamente tre ore e mezzo alle nozze di Kevin e Melissa.

wedding day

Avrebbero finalmente coronato il loro sogno d’amore dopo quindici anni di fidanzamento, tre di frequentazione e due di corteggiamento. Tutti i parenti di Kevin furono invitati ad alloggiare nella villa dei genitori di Melissa, compreso Tim , il fratello sordomuto di Kevin, che se ne stava seduto su una vecchia sedia a dondolo in rovere a leggere un libro sullo smaltimento dei rifiuti in Missouri. Ad un tratto Tim si alza e va a cercare il bagno. La casa, immensa, presentava un’infinità di porte. Pareva l’ospedale Saint Thomas di Wittlemore, in Alabama, cittadina di campagna che li aveva cullati e dove Tim era stato ricoverato per insufficienza di forfora. Tim apre una porta, poi due, poi tre, poi sette e, all’ottava, l’incredulità: Melissa, con la parte superiore dell’abito da sposa calato, il reggiseno sul pavimento, china sulle sue stesse ginocchia e, in piedi, Erik, migliore amico di Kevin, con la sua enorme e leggendaria anaconda libera dalla prigionia delle proprie mutande, sempre firmate. I due, presi dall’eccitazione, non si accorsero del piccolo Timmy (così veniva chiamato per la via della sua minuta stazza) e continuarono a peccare. Arrivarono le nozze e Tim, seduto sulla seconda panca della chiesetta Saint Lucas di Ustle, tremava come una foglia che, in Autunno, si sta per staccare dall’albero per via di un vento che annuncia inesorabilmente la fine della bella stagione e l’inizio di un freddo e buio inverno. Il reverendo Nelson, che celebrava il sacramento, ricordò i doveri del matrimonio, le responsabilità e l’importanza della fedeltà. Tim divideva i suoi sguardi tra Melissa e Kevin, per vedere quali fossero le loro reazioni alle parole del reverendo. Venne il momento cruciale e, dopo una predica durata ben venti minuti, Nelson pronunciò le fatidiche parole: “Se c’è qualcuno contrario a questo matrimonio, parli ora o taccia per sempre”. A quel punto Tim, che non aspettava altro, cercò di attirare l’attenzione su di sè mimando quello che, i due amanti, stavano facendo nel bagno del peccato. Il prete non si accorse di lui, gli sposi neanche e neppure tutti gli altri invitati. Solo la piccola Meredith, figlia di alcuni cugini di Melissa, si accorse di lui e comprese quel gesto. Si avvicinò, mise la sua manina nella tasca del suo vestitino a fiorellini e, guardandolo con dolcezza, gli porse un lecca lecca a forma di Minnie e gli disse “accalabba lecca lecca manciaaaaa Tibbyyyy”.